Di Italiano alle Canarie
L’arcipelago batte record di arrivi e incassi nel settore turistico, ma quasi metà della popolazione locale non può permettersi nemmeno una settimana di vacanza all’anno.
Le Canarie si confermano una delle destinazioni turistiche più visitate dell’Unione Europea, con quasi 18 milioni di turisti accolti nel 2024: un nuovo record storico. L’arcipelago supera persino importanti regioni greche e austriache in termini di pernottamenti, e la fatturazione legata al turismo raggiunge livelli mai visti prima. Tuttavia, dietro questo successo economico si cela una realtà sociale allarmante: quasi la metà dei residenti canari non può permettersi nemmeno una settimana di vacanza all’anno.
Secondo l’ultima Indagine sulle Condizioni di Vita pubblicata dall’INE (Istituto Nazionale di Statistica), il 42,4% della popolazione canaria dichiara di non avere i mezzi economici per trascorrere almeno una settimana di vacanza all’anno. Un dato in aumento rispetto al 2023, quando la percentuale si attestava al 39,8%.
A livello nazionale, il 33,4% degli spagnoli si trova nella stessa condizione, ma la distanza rispetto alle Isole è significativa: le Canarie risultano la comunità autonoma con il tasso più alto di impossibilità a viaggiare, superando persino Ceuta e Melilla, territori storicamente ai margini nei principali indicatori socioeconomici.
Il benessere che non arriva ai residenti
Il turismo traina l’economia dell’arcipelago, ma non riesce a migliorare in modo strutturale le condizioni di vita della popolazione locale. L’indagine dell’INE non si limita all’aspetto vacanziero, ma analizza anche altri indicatori di deprivazione materiale, come la capacità di sostenere spese impreviste, mantenere la casa a una temperatura adeguata o garantire un’alimentazione bilanciata.
In questo senso, il 48,1% dei nuclei familiari canari dichiara di non poter far fronte a spese impreviste, un dato ben superiore alla media nazionale del 34,9%. Il 15% della popolazione accusa ritardi nel pagamento delle bollette domestiche, il 7,5% non può permettersi un’automobile, il 6,7% un computer, e il 33,7% non ha la possibilità di sostituire i mobili danneggiati.
Alimentazione e disagio sociale: un’emergenza sommersa
Il segnale forse più preoccupante riguarda l’alimentazione: le Canarie sono la regione spagnola con la peggior capacità di accesso a una dieta proteica adeguata. Circa il 10% della popolazione — pari a oltre 200.000 persone — non può permettersi di mangiare carne, pollo o pesce almeno ogni due giorni.
In un territorio che vive di turismo e accoglie milioni di visitatori l’anno, la crescente distanza tra i benefici economici del settore e le reali condizioni di vita dei residenti solleva interrogativi profondi. Il contrasto tra l’immagine da cartolina e la povertà materiale diffusa tra la popolazione locale è ormai troppo evidente per essere ignorato.