Dall’Italia si guarda alla Spagna come terra di riscatto. Ma i numeri raccontano una realtà più complessa.
Gli italiani valutano sempre più l’idea di trasferirsi in Spagna o alle Canarie, spinti da un crescente senso di insoddisfazione per la situazione economica e sociale nel proprio Paese. Ma prima di cambiare vita, perché non dare un’occhiata a dati concreti e comparativi? L’Indice di Prosperità dei Paesi elaborato da HelloSafe può offrire una fotografia globale utile per orientare le proprie scelte.
Chi è HelloSafe?
HelloSafe è una piattaforma digitale internazionale specializzata nel confronto di prodotti e servizi finanziari, tra cui assicurazioni, prestiti, mutui e investimenti. Fondata nel 2021, si è rapidamente affermata come punto di riferimento per milioni di utenti in diversi Paesi, offrendo strumenti gratuiti, trasparenti e facili da usare per facilitare scelte economiche più consapevoli. Oltre alla comparazione, HelloSafe produce analisi e rapporti di rilevanza globale su temi economici e sociali. L’Indice di Prosperità è una delle sue iniziative più autorevoli nel campo dell’analisi comparativa internazionale.
Cos’è l’Indice di Prosperità?
Proprio nell’ambito di quest’ultimo, HelloSafe ha pubblicato l’elenco aggiornato dei Paesi più ricchi del mondo secondo il suo Indice di Prosperità Mondiale 2024: una classifica che intende andare oltre i tradizionali indicatori di ricchezza grezza come il PIL (Prodotto Interno Lordo, che misura il valore dei beni e servizi prodotti all’interno di un Paese) o il PNL (Prodotto Nazionale Lordo, che include anche i redditi netti provenienti dall’estero), per offrire una visione più articolata e inclusiva dello sviluppo globale.
New York: la città più ricca del mondo
Quest’anno scopriamo che la città più ricca del mondo è New York, con una ricchezza complessiva che supera i 3.000 miliardi di dollari. Secondo il World’s Wealthiest Cities Report 2024 di Henley & Partners, nella “Grande Mela” vivono 349.500 milionari, 744 centimilionari (con patrimoni investibili superiori ai 100 milioni di dollari) e 60 miliardari. Una concentrazione di ricchezza che supera quella di molti interi Stati del G20.
I criteri dell’indice.
Quando si passa a considerare la prosperità a livello nazionale, emergono dinamiche diverse. L’Indice di Prosperità Mondiale 2024 include 186 Paesi e si basa su sei indicatori fondamentali:
PIL pro capite
Reddito nazionale lordo pro capite (RNL)
Tasso di risparmio nazionale lordo
Indice di sviluppo umano (IDH)
Coefficiente di Gini (che misura la disuguaglianza dei redditi)
Tasso di povertà
I dati provengono principalmente dalla Banca Mondiale e dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD).
I Paesi più prosperi nel 2024.
A guidare il ranking mondiale troviamo il Lussemburgo con un punteggio di 86,2, seguito da Norvegia (85,1) e Irlanda (84,7). Questi risultati confermano la tenuta economica dei Paesi del Nord Europa, in grado di combinare elevato sviluppo umano, forte capacità di risparmio e un basso livello di disuguaglianza sociale.
Tra i pochi Paesi non europei nella top 5, si distinguono Qatar e Singapore, grazie all’efficienza delle loro economie e a infrastrutture moderne e competitive. Gli Stati Uniti e il Canada si posizionano rispettivamente al 18° e 19° posto, mentre la Francia si ferma al 21°, con un punteggio di 60,4: una buona performance, ma comunque inferiore a quella di molte economie nordiche e asiatiche.
Italia e Spagna a confronto.
La Spagna non compare nel ranking globale, ma è presente in quello europeo, dove occupa la 21ª posizione, appena dietro Cipro e davanti alla Slovacchia, con un punteggio di 54,90. Una situazione di prosperità moderata che evidenzia il divario rispetto ai Paesi europei leader.
Vale la pena sottolineare che l’Italia, spesso criticata per le sue difficoltà interne, si colloca comunque davanti alla Spagna, anche se di poco, al 19º posto. Un risultato che conferma come il nostro Paese, pur attraversando una fase di profonda crisi sociale e politica, resti ancora una nazione strutturalmente ricca. Tuttavia, questa ricchezza non si traduce in benessere percepito, a causa di una disuguaglianza diffusa e di dinamiche interne che penalizzano l’equità e la coesione sociale.
Le disparità europee.
Quando pensiamo di lasciare l’Italia per trasferirci in Spagna, conviene fermarsi un momento a riflettere: sul piano della ricchezza, tutto sommato, i due Paesi si equivalgono. Con qualche punto a favore dell’Italia, che pur con le sue contraddizioni interne resta ancora una nazione strutturalmente più solida della Spagna. Una solidità che tuttavia rischia di restare invisibile agli occhi dei cittadini, proprio perché ostacolata da squilibri sociali profondi, inefficienze sistemiche e una percezione pubblica distorta dalla sfiducia.
Forse questa “smania spagnola e canaria” è alimentata da una combinazione di fattori: l’efficace promozione mediatica, una qualità della vita percepita come più rilassata, una burocrazia meno opprimente e un senso di familiarità culturale data dalla comune matrice latina. Tuttavia, non dovremmo farci illusioni: la Spagna non è una terra promessa.
Molti indicatori sociali parlano chiaro: redditi mediamente più bassi, una povertà più diffusa di quanto si percepisca dall’esterno e un tasso di disoccupazione tra i più alti d’Europa. Trasferirsi è una scelta personale e legittima, ma farlo con realismo e consapevolezza è fondamentale per non trasformare un sogno in un disincanto.
Di Italiano alle Canarie