Spedire un prosciutto da Huelva alla Corea costa meno che inviarlo a Maspalomas.

Mentre in Spagna, si punta il dito contro le politiche protezionistiche di Donald Trump per l’introduzione di dazi sul prosciutto “made in Spain” destinato agli Stati Uniti, si trascura una realtà interna ancora più paradossale: la filiera turistica delle Canarie è ostaggio di un sistema fiscale che protegge monopoli locali, a danno sia dei residenti sia dei visitatori. Il Régimen Económico y Fiscal (REF) delle Canarie — introdotto per la prima volta nel 1972 e successivamente riformulato dopo la Costituzione del 1978 e l’ingresso della Spagna nell’Unione Europea — nasceva con l’intento di compensare lo svantaggio strutturale legato alla condizione di insularità, offrendo incentivi fiscali e vantaggi doganali per promuovere lo sviluppo economico delle isole. Tuttavia, nel tempo, il REF si è trasformato in uno strumento opaco che finisce per blindare il mercato locale, ostacolare la concorrenza e contribuire al rincaro dei prezzi al dettaglio, specialmente nel comparto alberghiero del sud di Gran Canaria.

Un paradosso logistico e fiscale.

Un’analisi dei costi logistici e fiscali condotta nel marzo 2025 dal portale Maspalomas24H rivela un dato sorprendente: spedire un prosciutto da Huelva alla Corea del Sud o al Giappone può risultare più conveniente che inviarlo a Maspalomas. Questo nonostante la distanza tra Huelva e l’Asia sia più di dieci volte superiore rispetto a quella che separa l’Andalusia dalle Canarie.

Spedire un prosciutto iberico a Seoul comporta una spesa totale di circa 1.120 euro, comprensiva di costi di trasporto, dazi doganali, imposte locali e trasporto finale fino all’albergo di destinazione. L’ottimizzazione delle rotte internazionali e le economie di scala rendono il servizio competitivo, nonostante i circa 10.000 chilometri percorsi. In Corea, inoltre, gli scaricatori portuali non percepiscono stipendi che possono arrivare fino a oltre 5.000 euro lordi al mese, come invece accade nei porti spagnoli principali, Las Palmas compresa.

Il prezzo della burocrazia insulare.


Per contro, spedire lo stesso prodotto a Maspalomas — considerando anche il breve tragitto finale da Las Palmas a Meloneras — comporta un costo compreso tra i 720 e i 770 euro al netto delle imposte. Una volta applicato l’IGIC (Impuesto General Indirecto Canario), il prezzo sale a circa 804 euro. Una cifra che, sebbene inferiore rispetto alla spedizione in Asia, appare sproporzionata rispetto alla distanza effettiva.

La causa? Un apparato burocratico ingombrante, imposto dal REF, unito a procedure doganali complesse e a costi logistici spesso poco trasparenti. Alla fine, è il turista che ordina una fetta di jamón in un ristorante di Maspalomas a finanziare — indirettamente — i costi di gestione del sistema portuale e fiscale locale.

Il paradosso competitivo delle Canarie.

Il confronto tra una spedizione intercontinentale e una regionale rivela una distorsione significativa nel funzionamento del mercato canario. Spedire un prodotto a oltre 10.000 chilometri di distanza può risultare più efficiente, sotto il profilo logistico ed economico, che recapitarlo all’interno dello stesso Stato. Un’anomalia resa possibile da una combinazione di semplificazioni normative sulle esportazioni e da un’efficiente infrastruttura logistica internazionale.

Nel frattempo, il Régimen Económico y Fiscal (REF), concepito per attenuare gli svantaggi legati all’insularità e promuovere lo sviluppo economico, si rivela oggi inadeguato e controproducente. La sua applicazione, appesantita da una burocrazia frammentata e poco trasparente, non solo ostacola la libera circolazione delle merci verso le Canarie, ma contribuisce attivamente ad aumentare l’inflazione e a indebolire la competitività delle imprese locali.

In un’economia sempre più interconnessa e in rapida trasformazione, conservare un modello fiscale pensato per un altro secolo appare non solo anacronistico, ma dannoso. Una riforma del REF — orientata alla semplificazione, all’equità e alla funzionalità — non è più rinviabile se si vogliono creare le condizioni per una vera integrazione economica delle Canarie nel contesto europeo e globale.

Di Italiano alle Canarie