Negli ultimi giorni, le Canarie hanno registrato diversi crimini ad alto impatto che hanno fatto scattare l’allarme tra la popolazione. Le immagini di uomini incappucciati che irrompono in una concessionaria Mercedes-Benz, i tre furti con scasso commessi in appena 48 ore — due a Gran Canaria e uno a Tenerife — o il rapimento a Maspalomas della moglie e del figlio di un imprenditore legato al narcotraffico, hanno alimentato un crescente senso di inquietudine tra i cittadini.

A questi episodi si aggiungono il tentato assalto a un furgone portavalori da parte di delinquenti con precedenti penali, e un secondo sequestro a Gran Canaria, questo non denunciato ma confermato da fonti investigative. Parallelamente, sono emerse reti di sicari professionisti legati a regolamenti di conti tra narcotrafficanti, inclusi “vuelcos” (furti di droga tra bande) con connessioni internazionali.

Il racconto è potente. La percezione, scioccante. Diversi attori chiave nel campo della sicurezza dell’Arcipelago concordano in buona parte nell’affermare che le Canarie restano un luogo sicuro, anche se servono più agenti di polizia per affrontare un problema importante come il narcotraffico. Tuttavia, queste dichiarazioni contrastano con i dati ufficiali del Ministero degli Interni spagnolo, che indicano un aumento generale della criminalità nelle Isole Canarie. Una contraddizione che alimenta il dibattito e la preoccupazione pubblica, in un clima già segnato da episodi violenti e di crescente allarme sociale.

A riprova di ciò ecco due esempi recenti con titoli piuttosto allarmanti di alcuni media locali:

In un articolo del 9 settembre 2024 Canarias 7 titolava:  Canarias, la segunda comunidad en la que más creció la delincuencia con un aumento del 7,5%. El archipiélago registró un importante aumento de la criminalidad en el primer semestre del año, cuando se contabilizaron 54.837 frente a los 51.018 del mismo periodo de 2023, y se situó como la segunda comunidad con mayor incremento por detrás de Aragón, según informa el Ministerio del Interior.

Anche la Televisione Canaria nella sua pagina web dell’8 gennaio 2025 mostrava un titolo e un articolo in senso contrario a quanto precedentemente detto:
Canarias, la segunda región donde más ha crecido la criminalidad en 2024.
Según datos del Ministerio del Interior, la criminalidad ha aumentado en Canarias en 2024 con respecto al año anterior. Canarias es la segunda comunidad autónoma donde más ha crecido la criminalidad en 2024. Así lo ha señalado un informe del Ministerio del Interior, donde refleja el aumento del número de delitos en España.


El Archipiélago quintuplica la media nacional, que es un 1,1%, todo ello de la mano de la proliferación de los delitos informáticos y cibernéticos. No obstante, la criminalidad va por islas.

Per contro, il Comune di Las Palmas de Gran Canaria e la Delegazione del Governo nelle Isole hanno lanciato un appello alla calma. Dal Comune sottolineano che la città continua a essere una delle più sicure della Spagna, con una riduzione del 2,4% della criminalità nel 2024 e senza gravi incidenti durante eventi di massa.

Da parte sua, la Delegazione del Governo considera che i recenti episodi siano casi isolati e sottolinea che il livello di criminalità nell’Arcipelago resta inferiore alla media nazionale. Inoltre, evidenziano un aumento del 13% del numero di agenti negli ultimi sette anni, con oltre 8.000 agenti attualmente in servizio nelle Canarie.

Per contro le Forze di sicurezza  denunciano la mancanza di risorse, sia umane che materiali, per svolgere adeguatamente il proprio lavoro di tutela della cittadinanza.

Pur ribadendo che l’Arcipelago sia un “luogo sicuro”, evidenziano la difficoltà di contrastare reati come il narcotraffico a Gran Canaria, a causa dell’elevato numero di porti presenti sull’isola.

L’esperto di sicurezza Martín González Santiago, mette in evidenza la presenza della criminalità organizzata nelle zone turistiche, soprattutto nel sud di Tenerife e Gran Canaria. Segnala la carenza di presenza sia di forze di polizia che di operatori giudiziari in queste aree, aggravata dalla rotazione frequente di giudici e procuratori.

Ma non finisce qui: González parla anche dell’aumento della criminalità informatica e dell’impatto dell’immigrazione illegale sulla sicurezza.

Il narcotraffico, fattore chiave: negli ultimi anni, le isole hanno smesso di essere solo destinazioni di transito o di ricezione di droga e denaro provenienti da altre rotte, per diventare anche scenario di dispute interne, operazioni logistiche e, in alcuni casi, di scontri tra bande criminali con profili altamente professionali.

Tutto ciò genera un impatto sociale diretto: insicurezza, preoccupazione e incertezza. Anche se i crimini violenti restano una minoranza e i dati oggettivi non indicano un collasso della sicurezza, il rumore mediatico e la spettacolarità di certi episodi alimentano l’allarme tra la popolazione.

Conclusione: mentre appare evidente che i reati e la criminalità, in generale, siano in aumento alle Canarie, è altrettanto chiaro che non si raggiungono ancora i livelli di altre zone della Spagna o d’Europa. Tuttavia, si percepisce una tendenza diffusa a minimizzare il fenomeno e a rassicurare l’opinione pubblica.

Questo atteggiamento appare comprensibile, vista l’importanza cruciale che il turismo riveste per l’economia dell’Arcipelago: la percezione di un clima di insicurezza,  potrebbe compromettere gravemente il settore.

Ma i dati restano dati, e vanno analizzati per ciò che sono. La criminalità è in crescita, talvolta con episodi violenti e strutture organizzate che agiscono con metodi sempre più sofisticati.

Negarlo o attenuarlo non risolve il problema. Solo una presa di coscienza chiara e politiche adeguate potranno garantire che le Canarie restino, davvero, un luogo sicuro.

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