Il Governo delle Canarie deciderà prima dell’inizio del mese di aprile, se dichiarare Las Palmas de Gran Canaria, zona ad alta tensione abitativa

Cosa significa “zona ad alta tensione abitativa”?

La definizione di “zona ad alta tensione abitativa” è stata introdotta dalla nuova legge sugli affitti con l’obiettivo di calmierare i prezzi nelle aree dove il costo delle abitazioni è eccessivamente alto rispetto ai redditi locali. Secondo la normativa, una città o un quartiere può essere dichiarato “zona tensionada” se il costo medio dell’affitto supera il 30% del reddito medio delle famiglie o se il prezzo degli immobili ha subito un aumento sproporzionato rispetto all’inflazione. In queste aree, si possono applicare misure di controllo degli affitti per contenere gli aumenti e facilitare l’accesso alla casa.

In questo ambito, da tre settimane, l’Esecutivo regionale sta esaminando “misure straordinarie per invertire la situazione” dell’aumento dei prezzi degli affitti.

Il Governo delle Canarie prevede di prendere una decisione prima del prossimo mese di aprile, una volta ottenuti i rapporti tecnici sulle misure straordinarie da adottare per affrontare la situazione abitativa a Las Palmas de Gran Canaria. Solo allora valuterà se dichiarare la città come zona ad alta tensione abitativa, come richiesto dal Comune.

Competenza del Governo.


Il consigliere per le Opere Pubbliche, l’Edilizia Residenziale e la Mobilità, Pablo Rodríguez, ha riferito giovedì in commissione parlamentare, su richiesta del gruppo Nueva Canarias-Bloque Canarista, in merito alla possibile dichiarazione di Las Palmas de Gran Canaria come zona ad alta tensione abitativa.

Rodríguez ha ricordato che il Comune ha avanzato la richiesta alla fine di gennaio e che spetta al Governo regionale verificare i dati per accertare se il rialzo dei prezzi degli affitti sia reale, in modo da poter prendere una decisione. Infatti, è di competenza dell’Esecutivo dichiarare le zone ad alta tensione abitativa.

Il consigliere ha spiegato che da tre settimane il Governo sta analizzando “misure straordinarie per invertire la situazione”, ma finora si tratta solo di dichiarazioni generiche che non affrontano concretamente la crisi abitativa. L’Esecutivo sostiene di mobilitare “più strumenti che mai”, ma il problema degli affitti elevati è stato per troppo tempo ignorato da chi avrebbe dovuto affrontarlo con interventi concreti. Ora, invece, ci si limita a proclami altisonanti che non si traducono in soluzioni efficaci per chi subisce il peso di questa emergenza.

Solo per i nuovi contratti: una misura inefficace.

Rodríguez ha chiarito che l’eventuale limitazione dei prezzi si applicherebbe esclusivamente ai nuovi contratti di locazione. Ha inoltre evidenziato che in Catalogna, dove questa misura è stata introdotta in alcuni comuni, tra cui Barcellona, gli affitti sono diminuiti in media del 3%. Un intervento che rasenta l’inefficacia: su un affitto di mille euro, il risparmio si riduce a solo 30 euro, una cifra che non cambia affatto la situazione per chi è già schiacciato dai costi abitativi. Un provvedimento così blando rischia di essere solo un pannicello caldo,  senza un reale impatto sulla vita quotidiana delle famiglie.

Inoltre, questa politica solleva un interrogativo di equità: chi ha già un contratto a canone elevato non beneficerà di alcuna agevolazione, rendendo la misura di fatto poco equa e scarsamente efficace. Limitare l’aumento dei prezzi solo ai nuovi contratti potrebbe non essere sufficiente per contrastare in modo incisivo l’emergenza abitativa e la crescente pressione economica sulle famiglie.

Questa provvedimento sembra più una misura di facciata, utile solo a dimostrare che si sta facendo qualcosa, ma privo di un reale impatto per la maggior parte degli inquilini che già affrontano affitti elevati. Senza un meccanismo che consenta di adeguare anche i contratti in essere, il rischio è che i benefici siano riservati solo a una minoranza, lasciando la gran parte delle persone in difficoltà senza alcuna soluzione concreta.

Un vero intervento strutturale dovrebbe includere incentivi alla rinegoziazione degli affitti esistenti e strategie per aumentare la disponibilità di alloggi accessibili. Altrimenti, si rischia di spostare il problema senza affrontarlo davvero.

L’emergenza abitativa e il peso insostenibile sugli inquilini.

La deputata di Nueva Canarias-Bloque Canarista, Carmen Hernández, ha sottolineato che la popolazione continua a subire l’emorragia di prezzi fuori controllo, rendendo sempre più difficile l’accesso a un’abitazione a prezzi sostenibili.

Nueva Canarias-Bloque Canarista ha inoltre denunciato che gli abitanti di Las Palmas de Gran Canaria destinano oltre il 30% del proprio reddito per pagare l’affitto o il mutuo, oltre alle bollette di acqua e luce, un peso economico insostenibile per molte famiglie..

Conclusioni

La decisione del Governo delle Canarie su Las Palmas de Gran Canaria come zona ad alta tensione abitativa sarà cruciale per il futuro del mercato immobiliare locale. Tuttavia, la misura proposta solleva molti dubbi sulla sua reale efficacia nel risolvere il problema degli affitti elevati.

Senza interventi più ampi e strutturati, il rischio è che la situazione resti invariata per gran parte della popolazione, mentre solo una piccola parte dei nuovi inquilini potrà beneficiare di eventuali riduzioni.

Di Italiano alle Canarie