Secondo il Barómetro de Opinión del CIS (Centro de Investigaciones Sociológicas), la questione abitativa continua a essere la maggiore preoccupazione degli spagnoli. Sebbene in calo di 5,7 punti rispetto a febbraio, si attesta al 28,4%, riflettendo le difficoltà nell’accesso alla casa, l’aumento dei prezzi degli affitti e la complessa situazione dei mutui per giovani e famiglie con redditi medio-bassi.
Al secondo posto, con il 20,4%, si registra un pareggio tra la crisi economica e la disoccupazione, entrambe in crescita di 0,4 punti. La precarietà lavorativa e l’instabilità contrattuale continuano a minare la fiducia dei cittadini, aggravando la percezione di insicurezza economica.
L’immigrazione guadagna rilevanza
L’immigrazione sale al terzo posto con il 18,8% delle menzioni, in aumento di 2,3 punti rispetto al mese precedente. Questo incremento arriva dopo l’accordo tra PSOE e Junts per il trasferimento delle competenze in materia migratoria alla Catalogna, un’intesa che ha acceso un acceso dibattito politico e sociale. Alcuni settori la considerano una scelta controversa, temendo che possa compromettere una gestione uniforme della questione a livello nazionale.
Il sondaggio di marzo si basa su 4.018 interviste condotte tra il 28 febbraio e il 7 marzo, con l’annuncio dell’accordo avvenuto il 3 marzo. La crescente preoccupazione per l’immigrazione potrebbe essere legata alle recenti ondate migratorie e alle tensioni sull’accoglienza e la gestione delle risorse.
La sfiducia nella politica e l’aumento della corruzione
Al quarto posto si confermano i problemi politici (17,2%), seguiti dal governo e dai partiti (17%) e dalla qualità dell’occupazione (13,8%). La fiducia nelle istituzioni continua a calare, con un malcontento diffuso sulla gestione delle politiche economiche e sociali.
Tra le preoccupazioni più in crescita spicca la corruzione, che guadagna sei decimi e raggiunge il 7,6% delle menzioni. Diversi scandali politici e amministrativi hanno alimentato il clima di sfiducia tra i cittadini. Completano la “top ten” delle principali preoccupazioni il mal comportamento dei politici (13,8%), la sanità (12,4%) e i problemi legati alla gioventù (8,5%).
Nella parte bassa della classifica, i nazionalismi guadagnano quasi un punto (1,9%), il livello più alto da maggio scorso, mentre l’indipendenza della Catalogna sale di mezzo punto, raggiungendo l’1%, un valore che non si registrava da ottobre, in concomitanza con l’anniversario del referendum illegale del 2017. Il nazionalismo continua a dividere l’opinione pubblica tra chi sostiene una maggiore autonomia per le regioni e chi teme un indebolimento dello Stato centrale.
La crisi economica pesa sulle famiglie
Per quanto riguarda i problemi che toccano direttamente i cittadini, la crisi economica è la più sentita, con il 30,9% delle menzioni. Seguono la casa (21,8%), la sanità (21%), la qualità del lavoro (17,8%) e la disoccupazione (10%). L’aumento del costo della vita, l’inflazione e le difficoltà di accesso al credito continuano a pesare sul bilancio familiare, rendendo difficile una pianificazione economica serena.
Sul fronte della percezione economica, il 55% degli intervistati giudica la situazione del Paese come “negativa” o “molto negativa”, mentre il 36,1% la considera “buona” o “molto buona”. A livello personale, invece, il 63,2% si dichiara in una situazione economica soddisfacente, ma il 25,5% ammette di trovarsi in difficoltà. Questo dato evidenzia un divario tra la percezione della situazione economica generale e quella individuale: molti cittadini dichiarano di essere in condizioni accettabili, ma il senso di incertezza e sfiducia nel futuro rimane elevato.
Il Barómetro de Opinión del CIS dipinge un quadro complesso della società spagnola: la casa, la crisi economica e la disoccupazione restano le principali preoccupazioni, mentre l’immigrazione e la corruzione guadagnano rilevanza nel dibattito pubblico. Il futuro dipenderà dalle politiche che il governo adotterà nei prossimi mesi per rispondere alle esigenze dei cittadini e ristabilire un clima di maggiore fiducia nelle istituzioni.
Di Italiano alle Canarie